12 febbraio 2018

Le conseguenze impreviste del passaggio al gas naturale - da "Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente" di M. Barbagli, Il Mulino (2009)

    E' certo che la caduta di questo tasso [di suicidi], avvenuta in gran parte dell'Europa occidentale nell'ultimo ventennio del Novecento e ancora in corso, ha preso avvio proprio dal Regno Unito, anche se per motivi completamente diversi da quelli che la provocarono vent'anni dopo in Austria e Germania, Francia e Svizzera, Danimarca e Svezia.
  All'inizio nessuno fece caso alla diminuzione del numero di suicidi che si verificò in Inghilterra nel 1964 e 1965.  Neppure agli esperti, abituati a piccole fluttuazioni di questo e di altri indicatori della vita sociale, questo sembrò un fato di rilievo. Ma la flessione continuò negli anni successivi, ininterrottamente, fino al 1975, e fu molto forte, visto che in dodici anni le morti volontarie scesero da 5714 a 3693. A quel punto, divenne inevitabile chiedersi i motivi di questo inaspettato mutamento. L'Inghilterra aveva sempre avuto, almeno dal 1880, il tasso più basso di suicidio di tutti gli altri paesi dell'Europa centrosettentrionale. Come spiegare che avesse conosciuto una flessione così forte di quel tasso dal 1964 al 1975?
    Gli schemi esplicativi classici risultarono subito inadeguati a dare una risposta. Nessuno infatti poteva pensare che, in quel breve periodo, il grado di integrazione sociale degli inglesi fosse aumentato. A crescere rapidamente, proprio dal 1965, erano stati invece sia la quota dei matrimoni ce finivano in divorzi che il tasso di criminalità. Né si poteva trovare una spiegazione nell'andamento dell'economia britannica, dato che proprio in quel periodo la disoccupazione era notevolmente aumentata. Finalmente, la causa fu trovata in un fatto che fino ad allora nessuno aveva mai immaginato potesse avere nulla a che fare con il suicidio.
    Alla fine degli anni cinquanta, il gas derivato dal carbone, che aveva un'alta concentrazione di monossido di carbonio, fu a poco a poco sostituito dal gas naturale, molto meno tossico. Questa innovazione fu introdotta per motivi esclusivamente economici ma ebbe anche altre conseguenze. Fino ad allora, nella metà dei casi, gli inglesi si uccidevano lasciando aperti i rubinetti del gas della propria abitazione. Non è difficile capire perché questo metodo fosse tanto popolare. Era disponibile in quasi tutte le case, tutti sapevano come servirsene, richiedeva meno coraggio di altri mezzi era indolore, incruento [...]. Il passaggio al gas naturale rese sempre più difficile servirsi di questo mezzo per togliersi la vita, cosicché il numero dei suicidi commessi ricorrendo al monossido di carbonio diminuì rapidamente passando da 2368 nel 1963 a 23 nel 1975. Ci si poteva aspettare che gli inglesi che volevano uccidersi avrebbero seguito altre strade: avvelenamento, impiccagione, annegamento, arma da fuoco. E invece, non potendo servirsi del gas, molti rinunciarono a togliersi la vita e il numero totale delle morti volontarie subì una forte flessione. A comportarsi in questo modo furono soprattutto i più impulsivi, coloro che tendono a dare risposte rapide agli eventi esterni e alle emozioni che provano e che più facilmente possono ritornare sui propri passi se incontrano degli ostacoli sulla loro strada e se passa un po' di tempo. 
    Questa vicenda ha messo in luce, meglio di qualsiasi ricerca, da quanti fattori dipenda la decisione di uccidersi. [...] L'idea che nulla sia più facile che trovare il modo per togliersi la vita, una volta che si è deciso di farlo, non corrisponde al vero. In realtà la scelta del mezzo influisce spesso su quella del fine. Lo testimoniano vicende simili a quelle inglesi accadute in altri paesi.
  Anche in Svizzera, dal 1958 al 1968, vi fu una continua diminuzione del tasso di suicidio, esattamente per lo stesso motivo, ossia perché in quel periodo il gas derivato dal carbone fu sostituito da quello naturale. E anche in questo caso, gran parte di coloro che avrebbero impiegato questo mezzo per togliersi la vita non riuscirono a scegliere altre strade e dunque rinunciarono a farlo. Se in questo paese la flessione delle morti volontarie fu meno forte che in Gran Bretagna fu solo perché gli svizzeri si erano serviti fino ad allora molto meno dei britannici del gas domestico.

     (da M. Barbagli, Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente, Il Mulino, 2009, pp. 217-219)

8 febbraio 2018

Bombardamento dell'aviazione siriana causa 22 morti di cui 10 bambini. Mentre la stampa italiana parla dei vestiti di Michelle Huntziker

Dove: http://wikimapia.org/#lang=en&lat=33.539105&lon=36.365433&z=14&m=b

Ed ecco di che cosa si occupa oggi la stampa italiana.
Del resto la passione viscerale delle testate mainstream nostrane per il dittatore siriano è cosa nota fin dal 2011.

1 febbraio 2018

Quemadmodum desiderat cervus - Dietrich Buxtehude (XVII century)


Quemadmodum desiderat cervus ad fontes aquarum,
ita desiderat anima mea ad te, Deum.
Sitivit anima mea ad te, Deum, fontem vivum:
quando veniam et apparebo ante faciem tuam?
O fons vitæ, vena aquarum viventium,
Quando eniam ad aquas dulcedinis tuæ?
Sitio, Domine, fons vitæ es, satia me!
Sitio Deum vivum.
O quando veniam et apparebo, Domine, ante faciem tuam?
Putas me, videbo diem illam jucunditatis et lætitiæ, diem,
quam fecit Dominus, exsultemus et lætemur in ea.
Ubi est certa securitas, secura tranquillitas, et tranquilla jucunditas,
jucunda felicitas, felix æternitas,
æterna beatitudo et beata Trinitas, et Trinitatis Unitas,
et Unitatis Deitas, et Deitatis beata visio, quod est gaudium Domini tui.
O gaudium super gaudium, vinces omne gaudium.

15 gennaio 2018

Ciao Dolores, see and hear you in heaven - 15th January 2018


Human Spirit (2007)

Don't let life consume you
It could eat you up inside
Can you see the human spirit?
Tell me why should I have to hide

And with my heart in my hand
And with my hand upon my heart
And with my heart in my hand
It's not like we planned

Don't betray your lover
You will just betray yourself
Can you see the human spirit?
Is there emptiness inside

And with my heart in my hand
And with my hand upon my heart
And with my heart in my hand
It's not like we planned

6 gennaio 2018

Heavy bombardments by Syrian warplanes on blocks of flats in Harasta, Damascus (January, the 2nd, 2018)


Recensione a: Ragazzo Negro di Richard Wright (Einaudi)


Autobiografia dello scrittore di colore Richard Wright che a inizio Novecento cresce e diventa uomo nella società americana follemente razzista. Molto vividi i ricordi dell'infanzia: la casa nel Sud, le figure parentali autorevoli e irragionevoli, la religiosità fanatica e primitiva, lo sgomento costante di un bambino di fronte al pensiero fatalista, rassegnato e limitato dei propri congiunti. 
Una storia piena di vita e di ricerca: Wright, oltre a dover svolgere i più disparati mestieri per sopravvivere, crebbe pieno di curiosità e spirito critico e cercò costantemente di studiare, leggere, comprendere i meccanismi dell'esclusione e dell'oppressione che relegavano ai piedi della scala sociale non solo i neri americani ma anche la totalità della classe lavoratrice più umile. 
Non si tratta di un'indagine sociologica: vale molto di più; si tratta di un lungo racconto in prima persona in cui con lucidità Wright, nel raccontare le proprie vicissitudini e difficoltà quotidiane, restituisce le emozioni, le sorprese e le delusioni che può incontrare chi - partendo dal nulla di una condizione di svantaggio culturale e materiale - cerca di farsi largo o, quantomeno, di ritagliarsi uno spazio, in un mondo ostile. Contemporaneamente, e questo ha reso straordinaria la sua esperienza, l'autore ci fa rivivere il suo impegno costante a capire come funziona ii mondo in cui si trova gettato, mondo che viene ricreato e mantenuto dal modo distorto di ragionare delle persone (pregiudizi, divieti non scritti, barriere, ostracismi ecc). Lucida la sua capacitò di leggere le motivazioni altrui e le relazioni, la meschinità dell'agire sia di bianchi che di neri.
Un testo che giustamente Einaudi proponeva in edizione per la scuola e che anche oggi è lettura consigliata, a mio avviso, per i ragazzi di scuola media o del biennio superiore.
Scorrevole la lettura grazie alla buona traduzione.

2 gennaio 2018

1 gennaio 2018

Corriere Spazzatura (rubrica)


Le proteste di piazza in Iran di questi giorni sono sobillate dai conservatori contro il notoriamente "democratico" Rouhani. Questa la perla di ieri del Corriere Spazzatura. Ma la linea scelta dalla redazione è stata quella di ignorare gli sviluppi delle defunte primavere arabe (Egitto e Siria) ed è difficile ora scrivere qualcosa di sensato ed informato riguardo alla vita sotto una dittatura (che esista anche una sociologia della dittatura è cosa che non sfiora minimamente alcuna penna del Corriere): dunque la rivolta viene ora derubricata a protesta violenta nello stile delle Riots in Gran Bretagna nel 2011 o Banlieu di Parigi del 2005.
E' lo stesso Corriere che ci parla di fake news.