7 aprile 2014

Torture in Siria: il report del Violations Documentation Center sulla prigione militare "Branch 261" di Homs

Un recente report pubblicato online dal Violations Documentation Center fa luce sui crimini commessi nella prigione militare di Homs, denominata Military Security Branch 261.

Il report si basa sulle testimonianze dirette di tre ex-detenuti e una guardia, cosa di non poco conto. Abu Yamen, questo il suo nome, ha prestato servizio nella prigione da giugno 2011 a luglio 2012, dunque per un periodo abbastanza lungo e ha conosciuto il personale impegnato nella prigione, fino ai ranghi più alti. Così sappiamo che il Generale di Brigata Abulkareem Sallum (da al-Qurdaha, Latakia) è al vertice della prigione.
Molte delle persone arrestate vengono giustiziate, specie quelle accusate di essere a capo di gruppi ribelli armati.
Stando alle parole di Abu Yamen, queste esecuzioni non vengono compiute da militari in servizio e di stanza nella prigione, ma da soldati di Hezbollah, fatti venire da fuori.

Il report nella versione inglese, che consigliamo di leggere, contiene anche la testimonianza di Layal al-Homsi, arrestata a Damasco a Novembre 2012 ma quasi subito trasferita nella Branch 261 di Homs, con l'accusa di aver prestato aiuto umanitario agli sfollati di Homs.
Rimasta nella prigione fino a gennaio 2013, la ragazza racconta in maniera dettagliata le molestie subite da parte delle guardie ma fa anche rifermento alla sorte ben peggiore toccata ad altre detenute e di cui è venuta a conoscenza.

Non c'è niente in questo report che non fosse purtroppo cosa nota e temuta relativamente alle carceri del regime. Tuttavia si rimane davvero colpiti da una parte del racconto di Abu Yamen, la guardia:

"A inizio di giugno 2012 ci fu ordinato di portare uno dei detenuti, il cui nome era Khan Sheikhoun (di Idlib) all'Ospedale Militare dopo che gli avevano staccato le unghie e lo avevano sottoposto a torture molto pesanti. Si rifiutarono di riceverlo. Allora io insistetti. L'ufficiale incaricato allora lo afferrò per una mano in maniera così brutale che lo fece cadere e sbattere la testa sul marciapiede. E quello morì subito, così, perché era già in condizioni critiche. Un'altra volta portammo all'Ospedale un detenuto già morto sotto tortura: un ufficiale gli vide un dente d'oro in bocca, e glielo tolse via.”

Dall'inizio della rivoluzione il VDC ha raccolto una serie agghiacciante di testimonianze (interviste) e prove (fotografie delle cicatrici rimaste sui corpi dei prigionieri rilasciati) per cui si possono contare a migliaia gli
arresti di cui i militari di questa prigione sono responsabili e a centinaia gli assassinii commessi all'interno.

Sapere che alla fine dell'incubo della tortura ci sarà non la liberazione ma la morte e che nessuno da fuori può far nulla: il senso di questi report è di illuminare il buio in cui sono state gettate queste persone. E di recuperare, se non i loro corpi, almeno i loro nomi.

http://www.vdc-sy.info/index.php/en/reports/1395194519#.U0Jpv_mSxrM

Gli edifici che costituiscono la Branch 261 a Homs:
http://wikimapia.org/#lang=it&lat=34.721580&lon=36.716652&z=15&m=b&show=/30384052/it/Military-Security-Branch-261&search=Homs%2C%20syria